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<title>progettareperlepersone</title><link>http://www.progettareperlepersone.it/dblog/</link>
<description>progettareperlepersone - tecniche e strumenti dello user-centred design</description><language>it</language>
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	<title><![CDATA[Un mantra per  l'ux designer]]></title>
	<description><![CDATA[Capita assai spesso che dopo aver aver proposto a un cliente una o pi&ugrave; attivit&agrave; di ricerca nelle quali sono coinvolte persone reali, lui chieda: "Ma non &egrave; un po' riduttivo chiedere agli utenti quello che vogliono o cosa pensano del nostro prodotto?" A parte la repulsione che provo a sentire la parola "utenti", ogni volta mi tocca spiegare, precisare, ecc. Cos&igrave; ho messo a punto un cappello introduttivo, che recito come un mantra prima di iniziare a illustrare le attivit&agrave; di progetto e che riporto qui di seguito.<br /><br /><em>Il nostro lavoro coinvolger&agrave; i vostri clienti/dipendenti/cittadini.<br /><br />Noi, per&ograve;, non chiederemo loro di dirci quello che vogliono.<br />Se necessario, ci immergeremo nel loro mondo<br />per comprendere in che modo lavorano, come fanno le cose,<br />le loro capacit&agrave; e quello che li circonda.<br /><br />Inoltre, quando sar&agrave; il momento, gli chiederemo di lavorare con noi <br />per sviluppare un prodotto che risponda alle loro aspettative.<br /><br />Infine, non gli chiederemo di dare un'opinione su quello che &egrave; stato prodotto.<br />Nel luogo pi&ugrave; opportuno, gli chiederemo di utilizzarlo e li osserveremo<br />per comprendere se &egrave; adatto alle loro capacit&agrave; e necessit&agrave;.</em>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.progettareperlepersone.it/dblog/articolo.asp?articolo=165]]></link>
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	<dc:date>2011-11-18T16:30:13+01:00</dc:date>
	<dc:creator>stefano</dc:creator>
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	<title><![CDATA[Arriva l'autunno, è tempo di formazione]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Gran fermento nel mondo accademico romano, ufficiale e non. Infatti, hanno aperto le iscrizioni, quasi contemporaneamente, il <strong>Master in User Experience</strong> e il <strong>Corso avanzato di Architettura dell'Informazione</strong>.</p>
<p>Il <strong>Master in User Experience</strong> &egrave; organizzato dal <strong>Dipartimento di Psicologia dei Processi di Sviluppo e Socializzazione dell&rsquo;Universit&agrave; La Sapienza</strong> e avr&agrave; inizio a <strong>gennaio 2012</strong>. </p>
<p><strong>Dal comunicato stampa:<br /></strong>&quot;La User Experience definisce la qualit&agrave; della nostra esperienza con un servizio o un prodotto: con che facilit&agrave; capiamo il suo utilizzo, come si inserisce nelle nostre pratiche quotidiane e quali emozioni ci suscita.Oggi sono questi aspetti che determinano il successo o il fallimento dei prodotti ICT, non pi&ugrave; solo il prezzo di vendita. La didattica del Master UX promuove quindi l&rsquo;unico approccio di design capace di garantire facilit&agrave; d&rsquo;uso, piacevolezza, integrazione fluida con la nostra vita ed emozioni positive quando progettiamo strumenti ICT: lo User Experience Design, che mette al centro la comprensione degli utenti reali, tramite il loro studio e il loro coinvolgimento attivo fin dalle prime fasi di progettazione.&quot;</p>
<p>Le iscrizioni si chiuderanno il prossimo 21 novembre.<br />Per maggiori informazioni:<br /><a href="http://dip38.psi.uniroma1.it/dppss/?q=it/masterux-iscrizione">http://dip38.psi.uniroma1.it/dppss/?q=it/masterux-iscrizione</a>&nbsp;<br /><br /><br />Il <strong>Corso avanzato di Architettura dell'Informazione</strong> &egrave; organizzato dallo <strong>IED</strong> e avr&agrave; inizio nel <strong>febbraio 2012</strong>. A questo corso dar&ograve;&nbsp;un contributo diretto, con alcuni moduli dedicati all'usabilit&agrave; e allo user-centred design.</p>
<p><strong>Dal comunicato stampa:<br /></strong>&quot;Oggi la tecnologia di pubblicazione, aggregazione e gestione dei contenuti destinati alla pubblicazione online &egrave; diventata accessibile e semplice da usare. Chiunque &egrave; in grado di costruire un blog o un sito con estrema rapidit&agrave;. Questo scenario porta grandi opportunit&agrave;, ma questa libert&agrave; d&rsquo;azione rischia di non raggiungere lo scopo se non si accompagna a delle solide basi di cultura della comunicazione digitale. Il web &egrave; un ecosistema informativo con le sue leggi specifiche e non basta conoscere la comunicazione televisiva oppure quella della carta stampata per comunicare in maniera efficace. Questo corso ha l&rsquo;obiettivo di rispondere a tutte le domande di base: come progettare un sito di qualit&agrave;? Che percorso seguire? Come si scrive, si filma, si fotografa per il web? Quali opportunit&agrave; offre gi&agrave; la rete? Come fare per avere molti lettori? Come si raccolgono e si aggregano le informazioni online? Come si fa per coinvolgere gli utenti? Come si costruisce una storia &ldquo;multimediale&rdquo;? Il corso &egrave; una sintesi di anni di esperienza del coordinatore come responsabile della&nbsp; progettazione dei siti del Gruppo Editoriale L&rsquo;Espresso-La Repubblica e si avvale di un corpo docente formato dai migliori professionisti del settore.&quot;</p>
<p>Per maggiori informazioni:<br /><a href="http://www.ied.it/roma/scuola-arti-visive/corsi-master/architettura-dellinformazione/VFB1843I">http://www.ied.it/roma/scuola-arti-visive/corsi-master/architettura-dellinformazione/VFB1843I</a></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.progettareperlepersone.it/dblog/articolo.asp?articolo=164]]></link>
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	<dc:date>2011-10-18T13:23:56+01:00</dc:date>
	<dc:creator>stefano</dc:creator>
</item>
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	<title><![CDATA[Usability Week 2011]]></title>
	<description><![CDATA[Il <strong>Nielsen Norman Group</strong> ha pubblicato il programma della prossima <strong>Usability Week</strong> che si svolger&agrave; a <strong>Londra</strong> dal <strong>13 al 18 novembre</strong>. Molti i corsi, come si pu&ograve; facilmente immaginare, dedicati al mobile e ai tablet. Quello pi&ugrave; intrigante, almeno per me, &egrave; <a href="http://www.nngroup.com/events/tutorials/mobile_visual_design.html"><strong>Visual Design for Mobile Devices and Tablets</strong></a> il 13/11 a cura di <strong>Kara McCain</strong> (NNG) e <strong>Ron Abbot</strong> (Egg Haus).<br /><br />Tra gli altri corsi presentati vi segnalo <a href="http://www.nngroup.com/events/tutorials/mobile_user_research.html"><strong>Mobile Usability Methods: How to Run Your Own Usability Studies</strong></a> a cura di <strong>Janelle Estes</strong> (NNG), <a href="http://www.nngroup.com/events/tutorials/mobile.html"><strong>Mobile User Experience 1: Usability of Websites and Apps on Mobile Devices</strong></a> e <a href="http://www.nngroup.com/events/tutorials/mobile_apps.html"><strong>Mobile User Experience 2: Touchscreen Application Usability</strong></a> entrambi a cura di <strong>Amy Schade</strong> e <strong>Raluca Budiu</strong> (NNG) e infine <a href="http://www.nngroup.com/events/tutorials/writing_for_mobile.html"><strong>Writing for Mobile Users</strong></a> sempre a cura di <strong>Janelle Estes</strong> (NNG).<br /><br />Link: <a href="http://www.nngroup.com/events/london/agenda.html">http://www.nngroup.com/events/london/agenda.html</a>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.progettareperlepersone.it/dblog/articolo.asp?articolo=163]]></link>
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	<dc:date>2011-08-22T10:55:16+01:00</dc:date>
	<dc:creator>stefano</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Settimana Internazionale della Grafica]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Si svolger&agrave; a <strong>Cagliari</strong> dal 27 settembre al 1° ottobre <strong>Aiap Design Per 2011</strong>, Settimana Internazionale della Grafica. Molto interessante il programma che prevede, oltre mostre e workshop, anche incontri con protagonisti indiscussi della grafica italiana, tra i quali Andrea Rauch e Gianfranco Torri. <br /><br />Un incontro interessante &egrave; quello sulle <strong>Reti digitali e identit&agrave; culturali</strong> al quale parteciperanno Renato Soru (<em>Presidente e Amministratore Delegato Tiscali), </em>Nichi Grauso (<em>Imprenditore, fondatore Video On Line) e </em>Luca Secchi (<em>Ingegnere Consorzio Cybersar).</em> <br /><br />Il programma completo &egrave; consultabile a questo link:<br /><a href="http://www.aiap.it/documenti/12837/270">http://www.aiap.it/documenti/12837/270</a></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.progettareperlepersone.it/dblog/articolo.asp?articolo=162]]></link>
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	<dc:date>2011-07-28T16:06:33+01:00</dc:date>
	<dc:creator>stefano</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Io vado a votare: passaparola]]></title>
	<description><![CDATA[<img alt="" src="/public/passaparola.jpg" /><br /><br />Io vado a votare: passaparola&nbsp;]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.progettareperlepersone.it/dblog/articolo.asp?articolo=160]]></link>
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	<dc:date>2011-06-04T18:03:35+01:00</dc:date>
	<dc:creator>stefano</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Sul campo - Breve guida alla ricerca etnografica]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Il libro che vi presento &egrave; un manuale sintetico, scritto in un linguaggio chiaro e comprensibile, che si legge tutto d'un fiato, come un romanzo. L’autore, <strong>Francesco Ronzon</strong> - docente di Antropologia culturale presso il Politecnico di Milano - riesce, in poco pi&ugrave; di 130 a pagine, a fornire una panoramica esauriente sulla ricerca etnografica. <br /><br />Dalla storia alle tecniche, dal lavoro di ricerca a quello di analisi, fino alla divulgazione dei risultati, tutto viene descritto in dettaglio e con esempi pratici. Una lettura, inoltre, che offre molti spunti per riflessioni e suggerimenti e porta all’inserimento di una pletora di post-it, come si pu&ograve; vedere nella foto, a segnalare le parti pi&ugrave; interessanti. <br /><br /><img hspace="20" alt="Sul campo - Breve guida alla ricerca etnografica" align="left" src="/public/sulcampo.jpg" /><br />Dalle Conclusioni riporto un passaggio che, a mio parere, sintetizza l’essenza della ricerca etnografica: “Anche se “sporco”, il lavoro etnografico presenta, infatti, vari punti di forza: aiuta a rilevare aspetti “invisibili” ai metodi di ricerca quantitativi; permette di porre domande di ricerca nuove, compensando ci&ograve; che si perde in linearit&agrave; e pulizia operazionale con una maggiore densit&agrave; e profondit&agrave; analitico-interpretative; costringe, infine, il ricercatore a riflettere costantemente sul processo di ricerca, valutando di volta in volta l’appropriatezza dei metodi, delle categorie e delle teorie rispetto ai dati”. <br /><br /><strong><br /><br /><br />Scheda riepilogativa <br /></strong>Titolo: Sul campo - Breve guida alla ricerca etnografica <br />Autore: Francesco Ronzon <br />Editore: Meltemi <br />Data di pubblicazione: 2008 <br />Pagine: 143 <br />Prezzo: 13,00 euro <br /><br /><strong>Indice <br /></strong>Introduzione <br />Capitolo primo - L’etnografia <br />Capitolo secondo - Il lavoro di ricerca <br />Capitolo terzo - Le tecniche di indagine <br />Capitolo quarto - L’analisi dei dati <br />Capitolo quinto - La scrittura e la valutazione <br />Conclusioni <br />Letture consigliate <br />Bibliografia</p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.progettareperlepersone.it/dblog/articolo.asp?articolo=159]]></link>
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	<dc:date>2011-05-16T08:12:16+01:00</dc:date>
	<dc:creator>stefano</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Il lato oscuro dell’ubiquitous computing]]></title>
	<description><![CDATA[Di ritorno da Milano, dove ho partecipato a una splendida edizione dell&rsquo;Italian IA Summit, voglio condividere l&rsquo;inquietudine nata da un&nbsp;talk sull&rsquo;<strong>ubiquitous computing</strong>, ovvero sull&rsquo;interconnessione tra il mondo reale e quello digitale attraverso oggetti - smartphone, RFId, ecc. - che comunicano tra di loro. <br /><br />Un brivido anticipatore l&rsquo;ho provato quando Nicola Palmarini (IBM) ha parlato di <strong>&ldquo;oggetti che comunicano tra di loro al di fuori della nostra volont&agrave;&rdquo;</strong>. Poi, con esempi reali - una panoramica molto veloce - ha descritto oggetti che comunicano il livello di stress di una persona, applicazioni che permettono di monitorare le persone dall&rsquo;esterno delle loro case e altre cose simili. Tutto molto bello, un mondo ideale illuminato dal sol dell&rsquo;avvenire digitale. <br /><br />Ma quel brivido &egrave; divenuto vera e propria inquietudine quando, alla fine dell&rsquo;intervento, ho chiesto se tutta questa tecnologia pervasiva poteva portare a sviluppare strumenti di controllo sociale e personale. La sua risposta &egrave; stata che dipendeva soprattutto da noi, perch&eacute; in prima persona forniamo coscientemente e volutamente informazioni sul quando, dove, come e cosa facciamo. <br /><br />Questo mi inquieta perch&eacute; non &egrave; vero. Dare la responsabilit&agrave; al singolo individuo per quello che potranno fare potere politico ed economico con l&rsquo;utilizzo di queste tecnologie &egrave; voler chiudere gli occhi sul mondo in cui viviamo. Sar&agrave; che ho letto troppo fantascienza nella quale l&rsquo;uomo non &egrave; padrone del suo destino - Dick e Ballard in particolare - ma io posso fare ben poco per difendermi. Posso, come in effetti faccio, evitare di lasciare tracce della mia vita quotidiana sui social network generalisti e fare a meno delle carte fedelt&agrave;, ma non posso evitare che altri, a mia insaputa, possano farlo (per esempio pubblicando una mia foto su Facebook o su Flickr). Ma qui non voglio analizzare questioni di privacy, di etica e quant'altro. Quello che voglio sono strumenti di difesa, protocolli e oggetti che mi permettano di combattere l&rsquo;uso distorto che verr&agrave; fatto di queste tecnologie. <br /><br />Questa &egrave; la mia modesta lista dei desideri: <br />- uno strumento che mi permetta di individuare gli RFId, sapere che <br /><font color="#ffffff">- </font>informazioni raccolgono, per conto di chi e di poterli neutralizzare; <br />- uno strumento che impedisca la scansione remota degli oggetti digitali <br /><font color="#ffffff">- </font>di mia propriet&agrave;; <br />- uno strumento che mi permetta di non restare prigioniero di una rete digitale; <br />- uno strumento che mi permetta di mappare sul territorio gli oggetti destinati <br /><font color="#ffffff">- </font>al monitoraggio dei device mobili. <br /><br />Non mi sembra di chiedere troppo e, se qualcosa gi&agrave; esiste, avvisatemi.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.progettareperlepersone.it/dblog/articolo.asp?articolo=158]]></link>
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	<dc:date>2011-05-09T16:07:42+01:00</dc:date>
	<dc:creator>stefano</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Quinto IA Summit Italiano]]></title>
	<description><![CDATA[Si svolger&agrave; a <strong>Milano il 5, 6 e 7 maggio</strong> il <strong>Quinto Summit Italiano di Architettura dell'Informazione</strong>. La novit&agrave; di questa edizione sono i <strong>seminari formativi</strong> che si svolgeranno nella prima giornata (5 maggio). <br /><br />Per il programma e gli speakers consultate <a href="http://www.iasummit.it/2011/programma/">http://www.iasummit.it/2011/programma/</a>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.progettareperlepersone.it/dblog/articolo.asp?articolo=157]]></link>
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	<dc:date>2011-04-12T09:35:36+01:00</dc:date>
	<dc:creator>stefano</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Seminari virtuali per tutti i gusti]]></title>
	<description><![CDATA[Vi segnaliamo tre seminari virtuali di sicuro interesse.<br /><br />Il primo &egrave; <strong>User Research Analysis Techniques: You’ve Done All This Research… Now What?</strong> ed &egrave; condotto da <strong>Steve Portigal</strong>. Viene presentato da <strong>UIE User Interface Engineering</strong> e si svolger&agrave; il prossimo <strong>7 aprile</strong> alle ore <strong>19.30</strong> (ora italiana). La durata del seminario &egrave; di <strong>90 minuti</strong>, con un costo di <strong>129 dollari</strong>. Maggiori informazioni sui contenuti sono disponibili a questo indirizzo: <a href="http://www.uie.com/events/virtual_seminars/ux_analysis2/">http://www.uie.com/events/virtual_seminars/ux_analysis2/</a><br /><br />Il secondo &egrave; <strong>How to Choose the Right UX Methods for your Projects</strong> ed &egrave; condotto da <strong>Bill Albert</strong> (Design and Usability Center, Bentley University). Viene presentato dalla <strong>UPA</strong> e si svolger&agrave; il prossimo <strong>4 maggio</strong> alle ore <strong>17.00</strong> (ora italiana). La durata del seminario &egrave; di <strong>60 minuti</strong>, con un costo di <strong>149 dollari </strong>(UPA i-members) e <strong>199 dollari </strong>(non UPA member). Maggiori informazioni sui contenuti sono disponibili a questo indirizzo:<br /><a href="http://www.upassoc.org/conference/seminars/index.html#Albert">http://www.upassoc.org/conference/seminars/index.html#Albert</a><br /><br />Il terzo &egrave; <strong>Designing with Scenarios: Putting Personas to Work</strong> ed &egrave; condotto da <strong>Kim Goodwin</strong> (autrice del libro <a href="http://www.progettareperlepersone.it/dblog/articolo.asp?articolo=117">Designing for the Digital Age</a>). Viene presentato sempre da <strong>UIE User Interface Engineering</strong> e si svolger&agrave; il prossimo <strong>19 maggio</strong> alle ore <strong>19.30</strong> (ora italiana). La durata del seminario &egrave; di <strong>90 minuti</strong>, con un costo di <strong>129 dollari</strong>. Maggiori informazioni sui contenuti sono disponibili a questo indirizzo: <a href="http://www.uie.com/events/virtual_seminars/scenarios/">http://www.uie.com/events/virtual_seminars/scenarios/</a>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.progettareperlepersone.it/dblog/articolo.asp?articolo=156]]></link>
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	<dc:date>2011-04-06T14:15:51+01:00</dc:date>
	<dc:creator>stefano</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Il test di Leisa Reichelt per i personaggi]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Vi segnalo un eccellente post di <strong>Leisa Reichelt</strong> sui personaggi, "<strong><a href="http://www.disambiguity.com/personas-are-for-hippies/">Personas are for hippies… and transformation and focus</a></strong>". Leisa, in poche righe, evidenzia l'importanza dell'utilizzo dei personaggi all'interno di grandi organizzazioni che, molto spesso, fanno fatica a mettere a fuoco le esigenze e le necessit&agrave; dei loro clienti. Inoltre, e questa &egrave; senza dubbio una delle ragioni che pi&ugrave; condivido, i personaggi permettono anche di "<strong>reduce usage of the term ‘user’ (so abstract, inhuman and elastic) and replace it with our personas names</strong>".<br /><br />Certo, continua Leisa, i personaggi devono essere ben sviluppati e ben utilizzati, altrimenti &egrave; meglio non sprecare energie con loro. Ma come si pu&ograve; capire se i personaggi rispondono a queste caratteristiche? Con un test, ovviamente.<br /><br />Eccolo qui:<br />- do you have personas for your project/product?<br />- are they made of data from real (potential) customers?<br />- do they have real names not segment names?<br />- do you have fewer than five personas?<br />- can you remember all the names of your personas and describe them?<br />- do you use them to guide, evaluate and/or explain design decisions?<br />- can your boss name your personas?<br />- can the developers on your team name your personas?<br /><br />La maggioranza delle risposte deve essere si. Provate e fatemi sapere.<br /><br /><strong>P.S.</strong><br />Ho partecipato ieri a Torino alla conferenza <strong>user experience 2.0</strong> e, tra le tante presentazioni, tre hanno suscitato il mio interesse e confermano quanto scritto dalla <strong>Reichelt</strong>. Sono due casi di studio e un intervento sullo sviluppo dei personaggi, presentati da grandi organizzazioni che ne hanno recepito l'importanza e le potenzialit&agrave;. <br /><br />I casi di studio sono stati presentati da Whirlpool e Tetrapack. Nei loro progetti i personaggi sono stati sviluppati al termine di una vasta fase di ricerche sul campo e utilizzati nella fasi di progettazione.<br /><br />Lo sviluppo dei personaggi &egrave; stato trattato nella presentazione di Elena Guercio (strategy/innovation - progetti di ricerca di telecom italia). La peculiarit&agrave; risiede nel fatto cha hanno creato dei layer di base dai quali partire per sviluppare poi personaggi specifici. Un approccio decisamente interessante per accorciare i tempi di sviluppo e risparmiare risorse.</p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.progettareperlepersone.it/dblog/articolo.asp?articolo=155]]></link>
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	<dc:date>2011-03-22T10:33:13+01:00</dc:date>
	<dc:creator>stefano</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Buon Compleanno Italia!]]></title>
	<description><![CDATA[<img src="/public/log150UnitaItalia.jpg" alt="" />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.progettareperlepersone.it/dblog/articolo.asp?articolo=154]]></link>
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	<dc:date>2011-03-16T11:05:42+01:00</dc:date>
	<dc:creator>stefano</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[UX Masterclass a Copenaghen]]></title>
	<description><![CDATA[Si svolger&agrave; a <strong>Copenaghen il 31 marzo e il 1&deg; aprile</strong>&nbsp;l'edizione europea di <strong>UX Masterclass,&nbsp;</strong>organizzata dalla UXalliance e da SnitkerGroup.&nbsp;<br /><br />Il programma prevede per il 31 marzo cinque workshop: <strong>Personas as a Co-Design Tool</strong>; <strong>Using Eye Tracking in Web Usability Testing</strong>; <strong>Intercultural Awareness and Management</strong>; <strong>Design Around the World Tutorial: France, Canada, Italy, Chile, Ireland</strong>; <strong>New Methods for User Research</strong>. <br /><br />Il 1&deg; aprile, invece,&nbsp;&egrave; prevista&nbsp;la conferenza vera e propria, con una lista di interventi molto&nbsp;fitta. Interventi&nbsp;divisi, al mattino,&nbsp;in tre tracce: <strong>Designing great UX</strong>, <strong>Mobile UX</strong> e <strong>Masters of UX</strong>.<br /><br />Per maggiori informazioni e iscrizioni: <a href="http://www.uxmasterclass.com/">http://www.uxmasterclass.com/</a><br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.progettareperlepersone.it/dblog/articolo.asp?articolo=153]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.progettareperlepersone.it/dblog/articolo.asp?articolo=153</guid>
	<dc:date>2011-03-14T14:05:03+01:00</dc:date>
	<dc:creator>stefano</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Innovare per le persone a SMAU Business Roma 2011 ]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Nuovo appuntamento con&nbsp;il mio talk <strong>Innovare per le persone, </strong>presentato questa volta allo <strong>SMAU Business Roma 2011</strong> il&nbsp;<strong>31&nbsp;marzo alle 12.00</strong>.&nbsp;Ci si potr&agrave; iscrivere&nbsp;<a href="http://www.smau.it/roma11/schedules/innovare-per-le-persone/">nella pagina dedicata</a>&nbsp;a partire dal 17 marzo.<br /><br />Per chi lo desidera, &egrave; possibile registrarsi gratuitamente per l'ingresso allo SMAU Business Roma 2011 a questo link <a href="http://www.smau.it/visitor/register/">http://www.smau.it/visitor/register/</a><br /><br /><strong>#smau</strong></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.progettareperlepersone.it/dblog/articolo.asp?articolo=152]]></link>
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	<dc:date>2011-03-09T16:32:39+01:00</dc:date>
	<dc:creator>stefano</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[User eXperience 2.0 a Torino]]></title>
	<description><![CDATA[<strong>User eXperience 2.0</strong> si svolger&agrave;<strong> luned&igrave; 21 marzo</strong>, nell&rsquo;Auditorium Telecom Italia di via Reiss Romoli, 274 a <strong>Torino</strong>. <br /><br />La conferenza, nella descrizione degli organizzatori, pone e cerca risposte a una serie di domande; in che modo &quot;la diffusione di strumenti web 2.0, che aumentano le possibilit&agrave; di coinvolgimento dei clienti, hanno influenzato la progettazione delle interfacce e la valutazione dell&rsquo;usabilit&agrave; di terminali e servizi? Dispositivi come l&rsquo;Iphone e apparati always on hanno modificato i modelli di fruizione e le aspettative degli utenti? In che modo la progettazione e la valutazione della user experience possono cogliere le opportunit&agrave; offerte da questi cambiamenti?&quot;<br /><br />Il programma &egrave; assai interessante e <a href="http://www.progettareperlepersone.it/public/agenda.pdf">potete solo scaricarlo</a> (PDF 495Kb) perch&eacute; non c'&egrave; un sito web dedicato alla conferenza. Ci si pu&ograve; iscrivere inviando un'email a <a href="mailto:EventiTILAB@tilab.com">EventiTILAB@tilab.com</a>&nbsp;indicando nome, cognome, societ&agrave; di appartenenza e estremi del documento di identit&agrave; (tipo e numero).<br /><br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.progettareperlepersone.it/dblog/articolo.asp?articolo=151]]></link>
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	<dc:date>2011-02-28T18:21:13+01:00</dc:date>
	<dc:creator>stefano</dc:creator>
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<item>
	<title><![CDATA[I personaggi? Ben cotti, please!]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Vi segnaliamo un'interessante articolo,<a href="http://www.adaptivepath.com/blog/2011/01/11/avoiding-half-baked-personas/?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A+adaptivepath+%28Adaptive+Path+Blog%29"> </a><strong><a href="http://www.adaptivepath.com/blog/2011/01/11/avoiding-half-baked-personas/?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A+adaptivepath+%28Adaptive+Path+Blog%29">Avoiding Half-baked Personas</a>,</strong> nel quale&nbsp;<strong>Todd Wilkens</strong>&nbsp;(Adaptive Path) spiega cosa sono e le differenze tra <strong>Ad-Hoc Personas</strong> e <strong>Proto-personas</strong>. <br /><br />Le <strong>Ad-hoc Personas</strong> sono i personaggi sviluppati velocemente, per mancanza di tempo e risorse, attingendo ai soli dati disponibili all'interno di un'organizzazione, senza effettuare attivit&agrave; di ricerca. Jared Spool le definisce user descriptions, perch&eacute; per lui non possono essere definiti personaggi.<br /><br />Le <strong>Proto-personas</strong> sono, invece, il primo passo concreto nello sviluppo dei personaggi e&nbsp;sono basate sulle prime intuizioni che si hanno durante la fase di ricerca.<br /><br />In entrambi i casi si tratta di personaggi allo stato iniziale, che si devono usare con cautela e solo per alcune situazioni specifiche, come la preparazione al recruiting - nel caso delle Ad-hoc Personas&nbsp;- e per&nbsp;iniziare a far&nbsp;emergere&nbsp;pattern condivisi - nel caso delle Proto-personas.<br /><br />Da leggere anche i commenti, trai quali &egrave; molto condivisibile quello di Indi Young.</p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.progettareperlepersone.it/dblog/articolo.asp?articolo=150]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.progettareperlepersone.it/dblog/articolo.asp?articolo=150</guid>
	<dc:date>2011-01-21T16:01:57+01:00</dc:date>
	<dc:creator>stefano</dc:creator>
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	</channel></rss>
