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<title>progettareperlepersone</title><link>http://www.progettareperlepersone.it/dblog/</link>
<description>progettareperlepersone - tecniche e strumenti dello user-centred design</description><language>it</language>
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	<title><![CDATA[Il caso di studio EuCliD presentato al VI IA Summit]]></title>
	<description><![CDATA[Pubblichiamo il paper del talk <strong><a href="http://www.progettareperlepersone.it/public/Baldnelli-Dominici_Paper_IAsummit2012.pdf" target="_blank">L&rsquo;approccio user-centred nel restyling di un applicativo gestionale web based: il caso EuCliD</a></strong> presentato da Fabiana Baldinelli e Stefano Dominici al Sesto IA Summit, che&nbsp;descrive&nbsp;con maggiori dettagli il caso di studio. Buona lettura. <a href="https://twitter.com/#!/search/%23iias12">#iias12</a><br /><br /><a href="http://www.progettareperlepersone.it/public/Baldnelli-Dominici_Paper_IAsummit2012.pdf" target="_blank"><img alt="" src="/public/cover_IASummit2012_AdriaLab.jpg" /></a>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.progettareperlepersone.it/dblog/articolo.asp?articolo=169]]></link>
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	<dc:date>2012-05-17T10:55:20+01:00</dc:date>
	<dc:creator>stefano</dc:creator>
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	<title><![CDATA[Sesto IA Summit Italiano]]></title>
	<description><![CDATA[Si svolger&agrave; a <strong>Milano il 10 e 11 maggio</strong> il <strong>Sesto Summit Italiano di Architettura dell'Informazione</strong>. Ben sei sono i <strong>seminari formativi</strong> che si svolgeranno nella prima giornata (10 maggio). Ecco l'elenco completo:<br /><br />Dalla descrizione dell’oggetto alla descrizione del significato – I nuovi modelli tassonomici dei grandi quotidiani europei a confronto<br />Docente: Federico Badaloni<br /><br />A cosa servono le parole? – Seminario su usabilit&agrave; delle parole e credibilit&agrave;<br />Docente: Yvonne Bindi<br /><br />Codesign: progettazione collaborativa con gli utenti, i committenti e gli altri attori dell’ecosistema.<br />Docenti: Nicola De Franceschi, Mariacristina Lavazza<br /><br />Hands on: arte e artigianato del rapid prototyping<br />Docente: Raffaele Boiano<br /><br />Linee guida per l’architettura dell’informazione<br />Docente: Luca Rosati<br /><br />Interfacce grafiche per mobile e tablet: progettazione e valutazione<br />Docenti: Letizia Bollini, Stefano Dominici<br /><br />Per il programma e gli speakers consultate <a href="http://www.iasummit.it/2012/programma">http://www.iasummit.it/2012/programma</a>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.progettareperlepersone.it/dblog/articolo.asp?articolo=168]]></link>
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	<dc:date>2012-04-26T16:50:21+01:00</dc:date>
	<dc:creator>stefano</dc:creator>
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	<title><![CDATA[Una casa per i professionisti del design digitale]]></title>
	<description><![CDATA[L’<strong>AIAP</strong>, Associazione Italiana Design della Comunicazione Visiva, con il nuovo statuto e il nuovo regolamento apre le porte ai professionisti del design digitale. Il nuovo articolo riguardante l’Elenco Professionale Aiap, che regola l'ammissione dei soci, ora include, tra le nuove professionalit&agrave;, anche <strong>interface designer</strong>, <strong>web designer</strong>, <strong>information designer</strong>, <strong>user experience designer</strong> e <strong>way fynding designer</strong>. <br /><br />Una svolta epocale per un’associazione, ancora oggi percepita lontana dal mondo delle professioni associate al design digitale. Per dare concretezza a questo nuovo corso, l’AIAP organizza un ciclo di workshop dedicati alla user experience, alle interfacce per i dispositivi mobili e all’e-publishing. <br /><br />La realizzazione pratica dei workshop &egrave; stata affidata a Letizia Bollini e Stefano Dominici, entrambi soci Aiap da molti anni. Qui di seguito i dettagli dei workshop previsti, per ora, solo a Milano. <br /><br />Sabato 31 marzo 2012 <br /><strong>INTRODUZIONE ALLA USER EXPERIENCE</strong> <br />con Stefano Dominici, usertest/lab <br /><br />Sabato 21 aprile 2012 <br /><strong>INTERFACCE GRAFICHE PER MOBILE E TABLET: PROGETTAZIONE E VALUTAZIONE <br /></strong>con Letizia Bollini, extrasmall e Stefano Dominici, usertest/lab <br /><br />Sabato 12 maggio 2012 <br /><strong>DIGITAL PUBLISHING PER GLI E-BOOK READER E PER I TABLET Workshop <br /></strong>con Letizia Bollini, extrasmall <br /><br />Costo dei workshop <br />(cad.) 100 euro + IVA (21%) per soci AIAP e studenti<br />(cad.) 250 euro + IVA (21%) NON soci<br /><br /><a href="http://www.aiap.it/documenti/13237/64">Iscrizioni | Workshop Aiap User Experience &amp; ePublishing</a><br /><br />Con il patrocinio di: <br />- Dipartimento di Psicologia dell'Universit&agrave; di Milano-Bicocca <br />- Polidesign <br />- Scuola del Design del Politecnico di Milano]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.progettareperlepersone.it/dblog/articolo.asp?articolo=167]]></link>
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	<dc:date>2012-03-05T09:25:02+01:00</dc:date>
	<dc:creator>stefano</dc:creator>
</item>
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	<title><![CDATA[Cambiare per non morire]]></title>
	<description><![CDATA[Questo fine settimana sono stato a un meeting di una grande agenzia di comunicazione visiva a parlare di <strong>user experience</strong>. Per due giorni ho seguito i loro interventi su brand, reputazione online, pubblicit&agrave; e di molto altro. Ma in ogni presentazione e in ogni caso di studio non c’era traccia dei destinatari di tutte le attivit&agrave; comunicative: le persone. Ne come punto di partenza ne come punto di arrivo. Solo in una slide si &egrave; intravisto un accenno di focus group passivo, dove i partecipanti si limitavano a dire mi piace/non mi piace. <br /><br />Sono stato l’ultimo a intervenire e ho spiegato c’os&eacute; la user experience e perch&eacute; &egrave; importante. Per rinforzare questo aspetto ho raccontando alcune storie reali. Il mio obiettivo era quello di evidenziare che se non curi tutti i canali di comunicazione, soprattutto quelli che le persone utilizzano per interagire con l’azienda, non servir&agrave; a nulla progettare sapientemente una brand identity, sviluppare una campagna pubblicitaria che fa incetta di premi, curare la reputazione online con certosina dedizione. Perch&eacute; &egrave; cambiato il mondo, e se prima la comunicazione chiedeva sporadicamente il supporto dell’interazione ora &egrave; l’interazione il veicolo principale della comunicazione. <br /><br />Dopo di me ha parlato il presidente dell’agenzia e qui c’&egrave; stato il colpo di scena. Il concetto che avevo espresso poca prima e veicolato in modo molto garbato &egrave; stato esplicitato in modo chiaro, quasi brutale direi: <strong>o ci adeguiamo o moriamo, perche il mondo intorno a noi &egrave; cambiato e noi siamo rimasti fermi</strong>. Questo, aggiungo io, &egrave; valido anche per molte aziende che non si occupano di comunicazione.<br /><br />Avevo gi&agrave; incontrato, nel 2008, alcune persone di quest’agenzia, per presentare i servizi di <a href="http://www.usertestlab.it/">usertest/lab</a> e spiegare loro che progettare correttamente la user experience &egrave; importante per la brand identity e la reputazione online. Mi fu detto che loro lavoravano su un altro livello e che l’approccio user-centered non gli interessava. <br /><br />Ora dovranno inseguire e non sar&agrave; facile. Perch&eacute; quando si passano tanti anni di fronte allo specchio dei desideri a tirare fuori centinaia di pietre filosofali, non una come Harry Potter, poi &egrave; difficile coprirlo e chiudere la stanza a doppia mandata. Quelle pietre che trasformavano tutto in oro ora sono zavorra. Ci vuole un cambio di mentalit&agrave; notevole per uscire fuori, tra le persone alle quali non frega nulla del tuo lavoro, prese come sono dalle necessit&agrave; contingenti e a perseguire i loro sogni e progettare per loro. Senza contare la difficolt&agrave; di convincere aziende alle quali hai proposto fino a ora un modello di comunicazione e spiegargli che quel modello &egrave; superato e che progettare per i loro clienti &egrave; molto pi&ugrave; importante che vincere premi.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.progettareperlepersone.it/dblog/articolo.asp?articolo=166]]></link>
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	<dc:date>2012-02-20T08:17:21+01:00</dc:date>
	<dc:creator>stefano</dc:creator>
</item>
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	<title><![CDATA[Un mantra per  l'ux designer]]></title>
	<description><![CDATA[Capita assai spesso che dopo aver aver proposto a un cliente una o pi&ugrave; attivit&agrave; di ricerca nelle quali sono coinvolte persone reali, lui chieda: "Ma non &egrave; un po' riduttivo chiedere agli utenti quello che vogliono o cosa pensano del nostro prodotto?" A parte la repulsione che provo a sentire la parola "utenti", ogni volta mi tocca spiegare, precisare, ecc. Cos&igrave; ho messo a punto un cappello introduttivo, che recito come un mantra prima di iniziare a illustrare le attivit&agrave; di progetto e che riporto qui di seguito.<br /><br /><em>Il nostro lavoro coinvolger&agrave; i vostri clienti/dipendenti/cittadini.<br /><br />Noi, per&ograve;, non chiederemo loro di dirci quello che vogliono.<br />Se necessario, ci immergeremo nel loro mondo<br />per comprendere in che modo lavorano, come fanno le cose,<br />le loro capacit&agrave; e quello che li circonda.<br /><br />Inoltre, quando sar&agrave; il momento, gli chiederemo di lavorare con noi <br />per sviluppare un prodotto che risponda alle loro aspettative.<br /><br />Infine, non gli chiederemo di dare un'opinione su quello che &egrave; stato prodotto.<br />Nel luogo pi&ugrave; opportuno, gli chiederemo di utilizzarlo e li osserveremo<br />per comprendere se &egrave; adatto alle loro capacit&agrave; e necessit&agrave;.</em>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.progettareperlepersone.it/dblog/articolo.asp?articolo=165]]></link>
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	<dc:date>2011-11-18T16:30:13+01:00</dc:date>
	<dc:creator>stefano</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Arriva l'autunno, è tempo di formazione]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Gran fermento nel mondo accademico romano, ufficiale e non. Infatti, hanno aperto le iscrizioni, quasi contemporaneamente, il <strong>Master in User Experience</strong> e il <strong>Corso avanzato di Architettura dell'Informazione</strong>.</p>
<p>Il <strong>Master in User Experience</strong> &egrave; organizzato dal <strong>Dipartimento di Psicologia dei Processi di Sviluppo e Socializzazione dell&rsquo;Universit&agrave; La Sapienza</strong> e avr&agrave; inizio a <strong>gennaio 2012</strong>. </p>
<p><strong>Dal comunicato stampa:<br /></strong>&quot;La User Experience definisce la qualit&agrave; della nostra esperienza con un servizio o un prodotto: con che facilit&agrave; capiamo il suo utilizzo, come si inserisce nelle nostre pratiche quotidiane e quali emozioni ci suscita.Oggi sono questi aspetti che determinano il successo o il fallimento dei prodotti ICT, non pi&ugrave; solo il prezzo di vendita. La didattica del Master UX promuove quindi l&rsquo;unico approccio di design capace di garantire facilit&agrave; d&rsquo;uso, piacevolezza, integrazione fluida con la nostra vita ed emozioni positive quando progettiamo strumenti ICT: lo User Experience Design, che mette al centro la comprensione degli utenti reali, tramite il loro studio e il loro coinvolgimento attivo fin dalle prime fasi di progettazione.&quot;</p>
<p>Le iscrizioni si chiuderanno il prossimo 21 novembre.<br />Per maggiori informazioni:<br /><a href="http://dip38.psi.uniroma1.it/dppss/?q=it/masterux-iscrizione">http://dip38.psi.uniroma1.it/dppss/?q=it/masterux-iscrizione</a>&nbsp;<br /><br /><br />Il <strong>Corso avanzato di Architettura dell'Informazione</strong> &egrave; organizzato dallo <strong>IED</strong> e avr&agrave; inizio nel <strong>febbraio 2012</strong>. A questo corso dar&ograve;&nbsp;un contributo diretto, con alcuni moduli dedicati all'usabilit&agrave; e allo user-centred design.</p>
<p><strong>Dal comunicato stampa:<br /></strong>&quot;Oggi la tecnologia di pubblicazione, aggregazione e gestione dei contenuti destinati alla pubblicazione online &egrave; diventata accessibile e semplice da usare. Chiunque &egrave; in grado di costruire un blog o un sito con estrema rapidit&agrave;. Questo scenario porta grandi opportunit&agrave;, ma questa libert&agrave; d&rsquo;azione rischia di non raggiungere lo scopo se non si accompagna a delle solide basi di cultura della comunicazione digitale. Il web &egrave; un ecosistema informativo con le sue leggi specifiche e non basta conoscere la comunicazione televisiva oppure quella della carta stampata per comunicare in maniera efficace. Questo corso ha l&rsquo;obiettivo di rispondere a tutte le domande di base: come progettare un sito di qualit&agrave;? Che percorso seguire? Come si scrive, si filma, si fotografa per il web? Quali opportunit&agrave; offre gi&agrave; la rete? Come fare per avere molti lettori? Come si raccolgono e si aggregano le informazioni online? Come si fa per coinvolgere gli utenti? Come si costruisce una storia &ldquo;multimediale&rdquo;? Il corso &egrave; una sintesi di anni di esperienza del coordinatore come responsabile della&nbsp; progettazione dei siti del Gruppo Editoriale L&rsquo;Espresso-La Repubblica e si avvale di un corpo docente formato dai migliori professionisti del settore.&quot;</p>
<p>Per maggiori informazioni:<br /><a href="http://www.ied.it/roma/scuola-arti-visive/corsi-master/architettura-dellinformazione/VFB1843I">http://www.ied.it/roma/scuola-arti-visive/corsi-master/architettura-dellinformazione/VFB1843I</a></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.progettareperlepersone.it/dblog/articolo.asp?articolo=164]]></link>
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	<dc:date>2011-10-18T13:23:56+01:00</dc:date>
	<dc:creator>stefano</dc:creator>
</item>
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	<title><![CDATA[Usability Week 2011]]></title>
	<description><![CDATA[Il <strong>Nielsen Norman Group</strong> ha pubblicato il programma della prossima <strong>Usability Week</strong> che si svolger&agrave; a <strong>Londra</strong> dal <strong>13 al 18 novembre</strong>. Molti i corsi, come si pu&ograve; facilmente immaginare, dedicati al mobile e ai tablet. Quello pi&ugrave; intrigante, almeno per me, &egrave; <a href="http://www.nngroup.com/events/tutorials/mobile_visual_design.html"><strong>Visual Design for Mobile Devices and Tablets</strong></a> il 13/11 a cura di <strong>Kara McCain</strong> (NNG) e <strong>Ron Abbot</strong> (Egg Haus).<br /><br />Tra gli altri corsi presentati vi segnalo <a href="http://www.nngroup.com/events/tutorials/mobile_user_research.html"><strong>Mobile Usability Methods: How to Run Your Own Usability Studies</strong></a> a cura di <strong>Janelle Estes</strong> (NNG), <a href="http://www.nngroup.com/events/tutorials/mobile.html"><strong>Mobile User Experience 1: Usability of Websites and Apps on Mobile Devices</strong></a> e <a href="http://www.nngroup.com/events/tutorials/mobile_apps.html"><strong>Mobile User Experience 2: Touchscreen Application Usability</strong></a> entrambi a cura di <strong>Amy Schade</strong> e <strong>Raluca Budiu</strong> (NNG) e infine <a href="http://www.nngroup.com/events/tutorials/writing_for_mobile.html"><strong>Writing for Mobile Users</strong></a> sempre a cura di <strong>Janelle Estes</strong> (NNG).<br /><br />Link: <a href="http://www.nngroup.com/events/london/agenda.html">http://www.nngroup.com/events/london/agenda.html</a>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.progettareperlepersone.it/dblog/articolo.asp?articolo=163]]></link>
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	<dc:date>2011-08-22T10:55:16+01:00</dc:date>
	<dc:creator>stefano</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Settimana Internazionale della Grafica]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Si svolger&agrave; a <strong>Cagliari</strong> dal 27 settembre al 1° ottobre <strong>Aiap Design Per 2011</strong>, Settimana Internazionale della Grafica. Molto interessante il programma che prevede, oltre mostre e workshop, anche incontri con protagonisti indiscussi della grafica italiana, tra i quali Andrea Rauch e Gianfranco Torri. <br /><br />Un incontro interessante &egrave; quello sulle <strong>Reti digitali e identit&agrave; culturali</strong> al quale parteciperanno Renato Soru (<em>Presidente e Amministratore Delegato Tiscali), </em>Nichi Grauso (<em>Imprenditore, fondatore Video On Line) e </em>Luca Secchi (<em>Ingegnere Consorzio Cybersar).</em> <br /><br />Il programma completo &egrave; consultabile a questo link:<br /><a href="http://www.aiap.it/documenti/12837/270">http://www.aiap.it/documenti/12837/270</a></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.progettareperlepersone.it/dblog/articolo.asp?articolo=162]]></link>
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	<dc:date>2011-07-28T16:06:33+01:00</dc:date>
	<dc:creator>stefano</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Io vado a votare: passaparola]]></title>
	<description><![CDATA[<img alt="" src="/public/passaparola.jpg" /><br /><br />Io vado a votare: passaparola&nbsp;]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.progettareperlepersone.it/dblog/articolo.asp?articolo=160]]></link>
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	<dc:date>2011-06-04T18:03:35+01:00</dc:date>
	<dc:creator>stefano</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Sul campo - Breve guida alla ricerca etnografica]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Il libro che vi presento &egrave; un manuale sintetico, scritto in un linguaggio chiaro e comprensibile, che si legge tutto d'un fiato, come un romanzo. L’autore, <strong>Francesco Ronzon</strong> - docente di Antropologia culturale presso il Politecnico di Milano - riesce, in poco pi&ugrave; di 130 a pagine, a fornire una panoramica esauriente sulla ricerca etnografica. <br /><br />Dalla storia alle tecniche, dal lavoro di ricerca a quello di analisi, fino alla divulgazione dei risultati, tutto viene descritto in dettaglio e con esempi pratici. Una lettura, inoltre, che offre molti spunti per riflessioni e suggerimenti e porta all’inserimento di una pletora di post-it, come si pu&ograve; vedere nella foto, a segnalare le parti pi&ugrave; interessanti. <br /><br /><img hspace="20" alt="Sul campo - Breve guida alla ricerca etnografica" align="left" src="/public/sulcampo.jpg" /><br />Dalle Conclusioni riporto un passaggio che, a mio parere, sintetizza l’essenza della ricerca etnografica: “Anche se “sporco”, il lavoro etnografico presenta, infatti, vari punti di forza: aiuta a rilevare aspetti “invisibili” ai metodi di ricerca quantitativi; permette di porre domande di ricerca nuove, compensando ci&ograve; che si perde in linearit&agrave; e pulizia operazionale con una maggiore densit&agrave; e profondit&agrave; analitico-interpretative; costringe, infine, il ricercatore a riflettere costantemente sul processo di ricerca, valutando di volta in volta l’appropriatezza dei metodi, delle categorie e delle teorie rispetto ai dati”. <br /><br /><strong><br /><br /><br />Scheda riepilogativa <br /></strong>Titolo: Sul campo - Breve guida alla ricerca etnografica <br />Autore: Francesco Ronzon <br />Editore: Meltemi <br />Data di pubblicazione: 2008 <br />Pagine: 143 <br />Prezzo: 13,00 euro <br /><br /><strong>Indice <br /></strong>Introduzione <br />Capitolo primo - L’etnografia <br />Capitolo secondo - Il lavoro di ricerca <br />Capitolo terzo - Le tecniche di indagine <br />Capitolo quarto - L’analisi dei dati <br />Capitolo quinto - La scrittura e la valutazione <br />Conclusioni <br />Letture consigliate <br />Bibliografia</p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.progettareperlepersone.it/dblog/articolo.asp?articolo=159]]></link>
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	<dc:date>2011-05-16T08:12:16+01:00</dc:date>
	<dc:creator>stefano</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Il lato oscuro dell’ubiquitous computing]]></title>
	<description><![CDATA[Di ritorno da Milano, dove ho partecipato a una splendida edizione dell&rsquo;Italian IA Summit, voglio condividere l&rsquo;inquietudine nata da un&nbsp;talk sull&rsquo;<strong>ubiquitous computing</strong>, ovvero sull&rsquo;interconnessione tra il mondo reale e quello digitale attraverso oggetti - smartphone, RFId, ecc. - che comunicano tra di loro. <br /><br />Un brivido anticipatore l&rsquo;ho provato quando Nicola Palmarini (IBM) ha parlato di <strong>&ldquo;oggetti che comunicano tra di loro al di fuori della nostra volont&agrave;&rdquo;</strong>. Poi, con esempi reali - una panoramica molto veloce - ha descritto oggetti che comunicano il livello di stress di una persona, applicazioni che permettono di monitorare le persone dall&rsquo;esterno delle loro case e altre cose simili. Tutto molto bello, un mondo ideale illuminato dal sol dell&rsquo;avvenire digitale. <br /><br />Ma quel brivido &egrave; divenuto vera e propria inquietudine quando, alla fine dell&rsquo;intervento, ho chiesto se tutta questa tecnologia pervasiva poteva portare a sviluppare strumenti di controllo sociale e personale. La sua risposta &egrave; stata che dipendeva soprattutto da noi, perch&eacute; in prima persona forniamo coscientemente e volutamente informazioni sul quando, dove, come e cosa facciamo. <br /><br />Questo mi inquieta perch&eacute; non &egrave; vero. Dare la responsabilit&agrave; al singolo individuo per quello che potranno fare potere politico ed economico con l&rsquo;utilizzo di queste tecnologie &egrave; voler chiudere gli occhi sul mondo in cui viviamo. Sar&agrave; che ho letto troppo fantascienza nella quale l&rsquo;uomo non &egrave; padrone del suo destino - Dick e Ballard in particolare - ma io posso fare ben poco per difendermi. Posso, come in effetti faccio, evitare di lasciare tracce della mia vita quotidiana sui social network generalisti e fare a meno delle carte fedelt&agrave;, ma non posso evitare che altri, a mia insaputa, possano farlo (per esempio pubblicando una mia foto su Facebook o su Flickr). Ma qui non voglio analizzare questioni di privacy, di etica e quant'altro. Quello che voglio sono strumenti di difesa, protocolli e oggetti che mi permettano di combattere l&rsquo;uso distorto che verr&agrave; fatto di queste tecnologie. <br /><br />Questa &egrave; la mia modesta lista dei desideri: <br />- uno strumento che mi permetta di individuare gli RFId, sapere che <br /><font color="#ffffff">- </font>informazioni raccolgono, per conto di chi e di poterli neutralizzare; <br />- uno strumento che impedisca la scansione remota degli oggetti digitali <br /><font color="#ffffff">- </font>di mia propriet&agrave;; <br />- uno strumento che mi permetta di non restare prigioniero di una rete digitale; <br />- uno strumento che mi permetta di mappare sul territorio gli oggetti destinati <br /><font color="#ffffff">- </font>al monitoraggio dei device mobili. <br /><br />Non mi sembra di chiedere troppo e, se qualcosa gi&agrave; esiste, avvisatemi.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.progettareperlepersone.it/dblog/articolo.asp?articolo=158]]></link>
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	<dc:date>2011-05-09T16:07:42+01:00</dc:date>
	<dc:creator>stefano</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Quinto IA Summit Italiano]]></title>
	<description><![CDATA[Si svolger&agrave; a <strong>Milano il 5, 6 e 7 maggio</strong> il <strong>Quinto Summit Italiano di Architettura dell'Informazione</strong>. La novit&agrave; di questa edizione sono i <strong>seminari formativi</strong> che si svolgeranno nella prima giornata (5 maggio). <br /><br />Per il programma e gli speakers consultate <a href="http://www.iasummit.it/2011/programma/">http://www.iasummit.it/2011/programma/</a>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.progettareperlepersone.it/dblog/articolo.asp?articolo=157]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.progettareperlepersone.it/dblog/articolo.asp?articolo=157</guid>
	<dc:date>2011-04-12T09:35:36+01:00</dc:date>
	<dc:creator>stefano</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Seminari virtuali per tutti i gusti]]></title>
	<description><![CDATA[Vi segnaliamo tre seminari virtuali di sicuro interesse.<br /><br />Il primo &egrave; <strong>User Research Analysis Techniques: You’ve Done All This Research… Now What?</strong> ed &egrave; condotto da <strong>Steve Portigal</strong>. Viene presentato da <strong>UIE User Interface Engineering</strong> e si svolger&agrave; il prossimo <strong>7 aprile</strong> alle ore <strong>19.30</strong> (ora italiana). La durata del seminario &egrave; di <strong>90 minuti</strong>, con un costo di <strong>129 dollari</strong>. Maggiori informazioni sui contenuti sono disponibili a questo indirizzo: <a href="http://www.uie.com/events/virtual_seminars/ux_analysis2/">http://www.uie.com/events/virtual_seminars/ux_analysis2/</a><br /><br />Il secondo &egrave; <strong>How to Choose the Right UX Methods for your Projects</strong> ed &egrave; condotto da <strong>Bill Albert</strong> (Design and Usability Center, Bentley University). Viene presentato dalla <strong>UPA</strong> e si svolger&agrave; il prossimo <strong>4 maggio</strong> alle ore <strong>17.00</strong> (ora italiana). La durata del seminario &egrave; di <strong>60 minuti</strong>, con un costo di <strong>149 dollari </strong>(UPA i-members) e <strong>199 dollari </strong>(non UPA member). Maggiori informazioni sui contenuti sono disponibili a questo indirizzo:<br /><a href="http://www.upassoc.org/conference/seminars/index.html#Albert">http://www.upassoc.org/conference/seminars/index.html#Albert</a><br /><br />Il terzo &egrave; <strong>Designing with Scenarios: Putting Personas to Work</strong> ed &egrave; condotto da <strong>Kim Goodwin</strong> (autrice del libro <a href="http://www.progettareperlepersone.it/dblog/articolo.asp?articolo=117">Designing for the Digital Age</a>). Viene presentato sempre da <strong>UIE User Interface Engineering</strong> e si svolger&agrave; il prossimo <strong>19 maggio</strong> alle ore <strong>19.30</strong> (ora italiana). La durata del seminario &egrave; di <strong>90 minuti</strong>, con un costo di <strong>129 dollari</strong>. Maggiori informazioni sui contenuti sono disponibili a questo indirizzo: <a href="http://www.uie.com/events/virtual_seminars/scenarios/">http://www.uie.com/events/virtual_seminars/scenarios/</a>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.progettareperlepersone.it/dblog/articolo.asp?articolo=156]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.progettareperlepersone.it/dblog/articolo.asp?articolo=156</guid>
	<dc:date>2011-04-06T14:15:51+01:00</dc:date>
	<dc:creator>stefano</dc:creator>
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	<title><![CDATA[Il test di Leisa Reichelt per i personaggi]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Vi segnalo un eccellente post di <strong>Leisa Reichelt</strong> sui personaggi, "<strong><a href="http://www.disambiguity.com/personas-are-for-hippies/">Personas are for hippies… and transformation and focus</a></strong>". Leisa, in poche righe, evidenzia l'importanza dell'utilizzo dei personaggi all'interno di grandi organizzazioni che, molto spesso, fanno fatica a mettere a fuoco le esigenze e le necessit&agrave; dei loro clienti. Inoltre, e questa &egrave; senza dubbio una delle ragioni che pi&ugrave; condivido, i personaggi permettono anche di "<strong>reduce usage of the term ‘user’ (so abstract, inhuman and elastic) and replace it with our personas names</strong>".<br /><br />Certo, continua Leisa, i personaggi devono essere ben sviluppati e ben utilizzati, altrimenti &egrave; meglio non sprecare energie con loro. Ma come si pu&ograve; capire se i personaggi rispondono a queste caratteristiche? Con un test, ovviamente.<br /><br />Eccolo qui:<br />- do you have personas for your project/product?<br />- are they made of data from real (potential) customers?<br />- do they have real names not segment names?<br />- do you have fewer than five personas?<br />- can you remember all the names of your personas and describe them?<br />- do you use them to guide, evaluate and/or explain design decisions?<br />- can your boss name your personas?<br />- can the developers on your team name your personas?<br /><br />La maggioranza delle risposte deve essere si. Provate e fatemi sapere.<br /><br /><strong>P.S.</strong><br />Ho partecipato ieri a Torino alla conferenza <strong>user experience 2.0</strong> e, tra le tante presentazioni, tre hanno suscitato il mio interesse e confermano quanto scritto dalla <strong>Reichelt</strong>. Sono due casi di studio e un intervento sullo sviluppo dei personaggi, presentati da grandi organizzazioni che ne hanno recepito l'importanza e le potenzialit&agrave;. <br /><br />I casi di studio sono stati presentati da Whirlpool e Tetrapack. Nei loro progetti i personaggi sono stati sviluppati al termine di una vasta fase di ricerche sul campo e utilizzati nella fasi di progettazione.<br /><br />Lo sviluppo dei personaggi &egrave; stato trattato nella presentazione di Elena Guercio (strategy/innovation - progetti di ricerca di telecom italia). La peculiarit&agrave; risiede nel fatto cha hanno creato dei layer di base dai quali partire per sviluppare poi personaggi specifici. Un approccio decisamente interessante per accorciare i tempi di sviluppo e risparmiare risorse.</p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.progettareperlepersone.it/dblog/articolo.asp?articolo=155]]></link>
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	<dc:date>2011-03-22T10:33:13+01:00</dc:date>
	<dc:creator>stefano</dc:creator>
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	<title><![CDATA[Buon Compleanno Italia!]]></title>
	<description><![CDATA[<img src="/public/log150UnitaItalia.jpg" alt="" />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.progettareperlepersone.it/dblog/articolo.asp?articolo=154]]></link>
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	<dc:date>2011-03-16T11:05:42+01:00</dc:date>
	<dc:creator>stefano</dc:creator>
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