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lo user-centred design non persegue soluzioni totalizzanti e definitive, bensì un continuo miglioramento che si basa sui dati forniti dall’osservazione
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Di stefano (del 18/11/2011 @ 16:30:13, in Idee, linkato 529 volte)
Capita assai spesso che dopo aver aver proposto a un cliente una o più attività di ricerca nelle quali sono coinvolte persone reali, lui chieda: "Ma non è un po' riduttivo chiedere agli utenti quello che vogliono o cosa pensano del nostro prodotto?" A parte la repulsione che provo a sentire la parola "utenti", ogni volta mi tocca spiegare, precisare, ecc. Così ho messo a punto un cappello introduttivo, che recito come un mantra prima di iniziare a illustrare le attività di progetto e che riporto qui di seguito.

Il nostro lavoro coinvolgerà i vostri clienti/dipendenti/cittadini.

Noi, però, non chiederemo loro di dirci quello che vogliono.
Se necessario, ci immergeremo nel loro mondo
per comprendere in che modo lavorano, come fanno le cose,
le loro capacità e quello che li circonda.

Inoltre, quando sarà il momento, gli chiederemo di lavorare con noi
per sviluppare un prodotto che risponda alle loro aspettative.

Infine, non gli chiederemo di dare un'opinione su quello che è stato prodotto.
Nel luogo più opportuno, gli chiederemo di utilizzarlo e li osserveremo
per comprendere se è adatto alle loro capacità e necessità.
 
Di stefano (del 18/10/2011 @ 13:23:56, in Segnalazioni, linkato 423 volte)

Gran fermento nel mondo accademico romano, ufficiale e non. Infatti, hanno aperto le iscrizioni, quasi contemporaneamente, il Master in User Experience e il Corso avanzato di Architettura dell'Informazione.

Il Master in User Experience è organizzato dal Dipartimento di Psicologia dei Processi di Sviluppo e Socializzazione dell’Università La Sapienza e avrà inizio a gennaio 2012.

Dal comunicato stampa:
"La User Experience definisce la qualità della nostra esperienza con un servizio o un prodotto: con che facilità capiamo il suo utilizzo, come si inserisce nelle nostre pratiche quotidiane e quali emozioni ci suscita.Oggi sono questi aspetti che determinano il successo o il fallimento dei prodotti ICT, non più solo il prezzo di vendita. La didattica del Master UX promuove quindi l’unico approccio di design capace di garantire facilità d’uso, piacevolezza, integrazione fluida con la nostra vita ed emozioni positive quando progettiamo strumenti ICT: lo User Experience Design, che mette al centro la comprensione degli utenti reali, tramite il loro studio e il loro coinvolgimento attivo fin dalle prime fasi di progettazione."

Le iscrizioni si chiuderanno il prossimo 21 novembre.
Per maggiori informazioni:
http://dip38.psi.uniroma1.it/dppss/?q=it/masterux-iscrizione 


Il Corso avanzato di Architettura dell'Informazione è organizzato dallo IED e avrà inizio nel febbraio 2012. A questo corso darò un contributo diretto, con alcuni moduli dedicati all'usabilità e allo user-centred design.

Dal comunicato stampa:
"Oggi la tecnologia di pubblicazione, aggregazione e gestione dei contenuti destinati alla pubblicazione online è diventata accessibile e semplice da usare. Chiunque è in grado di costruire un blog o un sito con estrema rapidità. Questo scenario porta grandi opportunità, ma questa libertà d’azione rischia di non raggiungere lo scopo se non si accompagna a delle solide basi di cultura della comunicazione digitale. Il web è un ecosistema informativo con le sue leggi specifiche e non basta conoscere la comunicazione televisiva oppure quella della carta stampata per comunicare in maniera efficace. Questo corso ha l’obiettivo di rispondere a tutte le domande di base: come progettare un sito di qualità? Che percorso seguire? Come si scrive, si filma, si fotografa per il web? Quali opportunità offre già la rete? Come fare per avere molti lettori? Come si raccolgono e si aggregano le informazioni online? Come si fa per coinvolgere gli utenti? Come si costruisce una storia “multimediale”? Il corso è una sintesi di anni di esperienza del coordinatore come responsabile della  progettazione dei siti del Gruppo Editoriale L’Espresso-La Repubblica e si avvale di un corpo docente formato dai migliori professionisti del settore."

Per maggiori informazioni:
http://www.ied.it/roma/scuola-arti-visive/corsi-master/architettura-dellinformazione/VFB1843I

 
Di stefano (del 22/08/2011 @ 10:55:16, in Eventi, linkato 729 volte)
Il Nielsen Norman Group ha pubblicato il programma della prossima Usability Week che si svolgerà a Londra dal 13 al 18 novembre. Molti i corsi, come si può facilmente immaginare, dedicati al mobile e ai tablet. Quello più intrigante, almeno per me, è Visual Design for Mobile Devices and Tablets il 13/11 a cura di Kara McCain (NNG) e Ron Abbot (Egg Haus).

Tra gli altri corsi presentati vi segnalo Mobile Usability Methods: How to Run Your Own Usability Studies a cura di Janelle Estes (NNG), Mobile User Experience 1: Usability of Websites and Apps on Mobile Devices e Mobile User Experience 2: Touchscreen Application Usability entrambi a cura di Amy Schade e Raluca Budiu (NNG) e infine Writing for Mobile Users sempre a cura di Janelle Estes (NNG).

Link: http://www.nngroup.com/events/london/agenda.html
 
Di stefano (del 28/07/2011 @ 16:06:33, in Eventi, linkato 621 volte)

Si svolgerà a Cagliari dal 27 settembre al 1° ottobre Aiap Design Per 2011, Settimana Internazionale della Grafica. Molto interessante il programma che prevede, oltre mostre e workshop, anche incontri con protagonisti indiscussi della grafica italiana, tra i quali Andrea Rauch e Gianfranco Torri.

Un incontro interessante è quello sulle Reti digitali e identità culturali al quale parteciperanno Renato Soru (Presidente e Amministratore Delegato Tiscali), Nichi Grauso (Imprenditore, fondatore Video On Line) e Luca Secchi (Ingegnere Consorzio Cybersar). 

Il programma completo è consultabile a questo link:
http://www.aiap.it/documenti/12837/270

 
Di stefano (del 04/06/2011 @ 18:03:35, in Eventi, linkato 786 volte)


Io vado a votare: passaparola 
 
Di stefano (del 16/05/2011 @ 08:12:16, in Recensioni, linkato 1062 volte)

Il libro che vi presento è un manuale sintetico, scritto in un linguaggio chiaro e comprensibile, che si legge tutto d'un fiato, come un romanzo. L’autore, Francesco Ronzon - docente di Antropologia culturale presso il Politecnico di Milano - riesce, in poco più di 130 a pagine, a fornire una panoramica esauriente sulla ricerca etnografica.

Dalla storia alle tecniche, dal lavoro di ricerca a quello di analisi, fino alla divulgazione dei risultati, tutto viene descritto in dettaglio e con esempi pratici. Una lettura, inoltre, che offre molti spunti per riflessioni e suggerimenti e porta all’inserimento di una pletora di post-it, come si può vedere nella foto, a segnalare le parti più interessanti.

Sul campo - Breve guida alla ricerca etnografica
Dalle Conclusioni riporto un passaggio che, a mio parere, sintetizza l’essenza della ricerca etnografica: “Anche se “sporco”, il lavoro etnografico presenta, infatti, vari punti di forza: aiuta a rilevare aspetti “invisibili” ai metodi di ricerca quantitativi; permette di porre domande di ricerca nuove, compensando ciò che si perde in linearità e pulizia operazionale con una maggiore densità e profondità analitico-interpretative; costringe, infine, il ricercatore a riflettere costantemente sul processo di ricerca, valutando di volta in volta l’appropriatezza dei metodi, delle categorie e delle teorie rispetto ai dati”.




Scheda riepilogativa
Titolo: Sul campo - Breve guida alla ricerca etnografica
Autore: Francesco Ronzon
Editore: Meltemi
Data di pubblicazione: 2008
Pagine: 143
Prezzo: 13,00 euro

Indice
Introduzione
Capitolo primo - L’etnografia
Capitolo secondo - Il lavoro di ricerca
Capitolo terzo - Le tecniche di indagine
Capitolo quarto - L’analisi dei dati
Capitolo quinto - La scrittura e la valutazione
Conclusioni
Letture consigliate
Bibliografia

 
Di stefano (del 09/05/2011 @ 16:07:42, in Analisi, linkato 971 volte)
Di ritorno da Milano, dove ho partecipato a una splendida edizione dell’Italian IA Summit, voglio condividere l’inquietudine nata da un talk sull’ubiquitous computing, ovvero sull’interconnessione tra il mondo reale e quello digitale attraverso oggetti - smartphone, RFId, ecc. - che comunicano tra di loro.

Un brivido anticipatore l’ho provato quando Nicola Palmarini (IBM) ha parlato di “oggetti che comunicano tra di loro al di fuori della nostra volontà”. Poi, con esempi reali - una panoramica molto veloce - ha descritto oggetti che comunicano il livello di stress di una persona, applicazioni che permettono di monitorare le persone dall’esterno delle loro case e altre cose simili. Tutto molto bello, un mondo ideale illuminato dal sol dell’avvenire digitale.

Ma quel brivido è divenuto vera e propria inquietudine quando, alla fine dell’intervento, ho chiesto se tutta questa tecnologia pervasiva poteva portare a sviluppare strumenti di controllo sociale e personale. La sua risposta è stata che dipendeva soprattutto da noi, perché in prima persona forniamo coscientemente e volutamente informazioni sul quando, dove, come e cosa facciamo.

Questo mi inquieta perché non è vero. Dare la responsabilità al singolo individuo per quello che potranno fare potere politico ed economico con l’utilizzo di queste tecnologie è voler chiudere gli occhi sul mondo in cui viviamo. Sarà che ho letto troppo fantascienza nella quale l’uomo non è padrone del suo destino - Dick e Ballard in particolare - ma io posso fare ben poco per difendermi. Posso, come in effetti faccio, evitare di lasciare tracce della mia vita quotidiana sui social network generalisti e fare a meno delle carte fedeltà, ma non posso evitare che altri, a mia insaputa, possano farlo (per esempio pubblicando una mia foto su Facebook o su Flickr). Ma qui non voglio analizzare questioni di privacy, di etica e quant'altro. Quello che voglio sono strumenti di difesa, protocolli e oggetti che mi permettano di combattere l’uso distorto che verrà fatto di queste tecnologie.

Questa è la mia modesta lista dei desideri:
- uno strumento che mi permetta di individuare gli RFId, sapere che
- informazioni raccolgono, per conto di chi e di poterli neutralizzare;
- uno strumento che impedisca la scansione remota degli oggetti digitali
- di mia proprietà;
- uno strumento che mi permetta di non restare prigioniero di una rete digitale;
- uno strumento che mi permetta di mappare sul territorio gli oggetti destinati
- al monitoraggio dei device mobili.

Non mi sembra di chiedere troppo e, se qualcosa già esiste, avvisatemi.
 
Di stefano (del 12/04/2011 @ 09:35:36, in Eventi, linkato 788 volte)
Si svolgerà a Milano il 5, 6 e 7 maggio il Quinto Summit Italiano di Architettura dell'Informazione. La novità di questa edizione sono i seminari formativi che si svolgeranno nella prima giornata (5 maggio).

Per il programma e gli speakers consultate http://www.iasummit.it/2011/programma/
 
Di stefano (del 06/04/2011 @ 14:15:51, in Segnalazioni, linkato 715 volte)
Vi segnaliamo tre seminari virtuali di sicuro interesse.

Il primo è User Research Analysis Techniques: You’ve Done All This Research… Now What? ed è condotto da Steve Portigal. Viene presentato da UIE User Interface Engineering e si svolgerà il prossimo 7 aprile alle ore 19.30 (ora italiana). La durata del seminario è di 90 minuti, con un costo di 129 dollari. Maggiori informazioni sui contenuti sono disponibili a questo indirizzo: http://www.uie.com/events/virtual_seminars/ux_analysis2/

Il secondo è How to Choose the Right UX Methods for your Projects ed è condotto da Bill Albert (Design and Usability Center, Bentley University). Viene presentato dalla UPA e si svolgerà il prossimo 4 maggio alle ore 17.00 (ora italiana). La durata del seminario è di 60 minuti, con un costo di 149 dollari (UPA i-members) e 199 dollari (non UPA member). Maggiori informazioni sui contenuti sono disponibili a questo indirizzo:
http://www.upassoc.org/conference/seminars/index.html#Albert

Il terzo è Designing with Scenarios: Putting Personas to Work ed è condotto da Kim Goodwin (autrice del libro Designing for the Digital Age). Viene presentato sempre da UIE User Interface Engineering e si svolgerà il prossimo 19 maggio alle ore 19.30 (ora italiana). La durata del seminario è di 90 minuti, con un costo di 129 dollari. Maggiori informazioni sui contenuti sono disponibili a questo indirizzo: http://www.uie.com/events/virtual_seminars/scenarios/
 
Di stefano (del 22/03/2011 @ 10:33:13, in Segnalazioni, linkato 1001 volte)

Vi segnalo un eccellente post di Leisa Reichelt sui personaggi, "Personas are for hippies… and transformation and focus". Leisa, in poche righe, evidenzia l'importanza dell'utilizzo dei personaggi all'interno di grandi organizzazioni che, molto spesso, fanno fatica a mettere a fuoco le esigenze e le necessità dei loro clienti. Inoltre, e questa è senza dubbio una delle ragioni che più condivido, i personaggi permettono anche di "reduce usage of the term ‘user’ (so abstract, inhuman and elastic) and replace it with our personas names".

Certo, continua Leisa, i personaggi devono essere ben sviluppati e ben utilizzati, altrimenti è meglio non sprecare energie con loro. Ma come si può capire se i personaggi rispondono a queste caratteristiche? Con un test, ovviamente.

Eccolo qui:
- do you have personas for your project/product?
- are they made of data from real (potential) customers?
- do they have real names not segment names?
- do you have fewer than five personas?
- can you remember all the names of your personas and describe them?
- do you use them to guide, evaluate and/or explain design decisions?
- can your boss name your personas?
- can the developers on your team name your personas?

La maggioranza delle risposte deve essere si. Provate e fatemi sapere.

P.S.
Ho partecipato ieri a Torino alla conferenza user experience 2.0 e, tra le tante presentazioni, tre hanno suscitato il mio interesse e confermano quanto scritto dalla Reichelt. Sono due casi di studio e un intervento sullo sviluppo dei personaggi, presentati da grandi organizzazioni che ne hanno recepito l'importanza e le potenzialità.

I casi di studio sono stati presentati da Whirlpool e Tetrapack. Nei loro progetti i personaggi sono stati sviluppati al termine di una vasta fase di ricerche sul campo e utilizzati nella fasi di progettazione.

Lo sviluppo dei personaggi è stato trattato nella presentazione di Elena Guercio (strategy/innovation - progetti di ricerca di telecom italia). La peculiarità risiede nel fatto cha hanno creato dei layer di base dai quali partire per sviluppare poi personaggi specifici. Un approccio decisamente interessante per accorciare i tempi di sviluppo e risparmiare risorse.

 
Di stefano (del 16/03/2011 @ 11:05:42, in Eventi, linkato 1080 volte)
 
Di stefano (del 14/03/2011 @ 14:05:03, in Eventi, linkato 918 volte)
Si svolgerà a Copenaghen il 31 marzo e il 1° aprile l'edizione europea di UX Masterclass, organizzata dalla UXalliance e da SnitkerGroup. 

Il programma prevede per il 31 marzo cinque workshop: Personas as a Co-Design Tool; Using Eye Tracking in Web Usability Testing; Intercultural Awareness and Management; Design Around the World Tutorial: France, Canada, Italy, Chile, Ireland; New Methods for User Research.

Il 1° aprile, invece, è prevista la conferenza vera e propria, con una lista di interventi molto fitta. Interventi divisi, al mattino, in tre tracce: Designing great UX, Mobile UX e Masters of UX.

Per maggiori informazioni e iscrizioni: http://www.uxmasterclass.com/
 
Di stefano (del 09/03/2011 @ 16:32:39, in Eventi, linkato 864 volte)

Nuovo appuntamento con il mio talk Innovare per le persone, presentato questa volta allo SMAU Business Roma 2011 il 31 marzo alle 12.00. Ci si potrà iscrivere nella pagina dedicata a partire dal 17 marzo.

Per chi lo desidera, è possibile registrarsi gratuitamente per l'ingresso allo SMAU Business Roma 2011 a questo link http://www.smau.it/visitor/register/

#smau

 
Di stefano (del 28/02/2011 @ 18:21:13, in Eventi, linkato 1282 volte)
User eXperience 2.0 si svolgerà lunedì 21 marzo, nell’Auditorium Telecom Italia di via Reiss Romoli, 274 a Torino.

La conferenza, nella descrizione degli organizzatori, pone e cerca risposte a una serie di domande; in che modo "la diffusione di strumenti web 2.0, che aumentano le possibilità di coinvolgimento dei clienti, hanno influenzato la progettazione delle interfacce e la valutazione dell’usabilità di terminali e servizi? Dispositivi come l’Iphone e apparati always on hanno modificato i modelli di fruizione e le aspettative degli utenti? In che modo la progettazione e la valutazione della user experience possono cogliere le opportunità offerte da questi cambiamenti?"

Il programma è assai interessante e potete solo scaricarlo (PDF 495Kb) perché non c'è un sito web dedicato alla conferenza. Ci si può iscrivere inviando un'email a EventiTILAB@tilab.com indicando nome, cognome, società di appartenenza e estremi del documento di identità (tipo e numero).

 
Di stefano (del 21/01/2011 @ 16:01:57, in Segnalazioni, linkato 878 volte)

Vi segnaliamo un'interessante articolo, Avoiding Half-baked Personas, nel quale Todd Wilkens (Adaptive Path) spiega cosa sono e le differenze tra Ad-Hoc Personas e Proto-personas.

Le Ad-hoc Personas sono i personaggi sviluppati velocemente, per mancanza di tempo e risorse, attingendo ai soli dati disponibili all'interno di un'organizzazione, senza effettuare attività di ricerca. Jared Spool le definisce user descriptions, perché per lui non possono essere definiti personaggi.

Le Proto-personas sono, invece, il primo passo concreto nello sviluppo dei personaggi e sono basate sulle prime intuizioni che si hanno durante la fase di ricerca.

In entrambi i casi si tratta di personaggi allo stato iniziale, che si devono usare con cautela e solo per alcune situazioni specifiche, come la preparazione al recruiting - nel caso delle Ad-hoc Personas - e per iniziare a far emergere pattern condivisi - nel caso delle Proto-personas.

Da leggere anche i commenti, trai quali è molto condivisibile quello di Indi Young.

 

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