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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Di stefano (del 26/02/2010 @ 09:46:31, in Eventi, linkato 41 volte)
Si terrà a Firenze, il 5 e il 6 maggio , Better Software 2010, la conferenza "eclettica ricca di argomenti presentati dai maggiori esperti nazionali di software per far nascere idee e trovare nuove ispirazioni", come la descrivono gli organizzatori. Quest'anno avrò l'opportunita di presentare un mio talk, dal titolo Innovare per le persone. Qui di seguito l'abstract del mio intervento. Il talk illustrerà le tecniche e gli strumenti che portano a definire le strategie di sviluppo di prodotti innovativi, mettendo al centro le persone con le loro motivazioni e le loro necessità. Nella prima parte si parlerà dei metodi di ricerca etnografica, di diari e di interviste sul campo, mettendo l’accento su come l’osservazione delle persone nel loro ambiente naturale può generare idee per servizi e prodotti innovativi. Nella seconda parte si parlerà degli strumenti per l’analisi dei dati raccolti (diagrammi di affinità e reality map), e la condivisione dei risultati (personaggi). In particolare, sarà illustrato il processo che porta allo sviluppo dei personaggi e l’uso delle reality map nello sviluppo della user experience.
Per chi lo desidera, ho a disposizione 10 biglietti con il 20% di sconto, da distribuire a chi fosse interessato a partecipare.
Vi segnaliamo un articolo, The Essence of a Successful Persona Project, nel quale Jared M. Spool descrive un approccio molto pragmatico allo sviluppo dei personaggi, che consiste nell'utilizzare le informazioni che si hanno a diposizione (fornite dal commitente o dalle ricerche di pubblico dominio) per una loro prima definizione. Dopo questo primo passo, potrà essere più facile dimostrare l'utilità di questo strumento e far accettare le attività di ricerca necessarie per conoscere meglio le necessità delle persone alle quali il progetto è destinato. Jared M. Spool, inoltre, evidenzia che non sempre le organizzazioni sono mature per l'adozione di strumenti atti a migliorare la user experience. In questo caso è meglio desistere e aspettare che falliscano i loro obiettivi. A quel punto, sarà lo stesso management a fornire il supporto necessario per adottarli.
Audiweb pubblica i risultati della ricerca di base Aw Trends sulla diffusione dell'online in Italia. Il report contiene notizie importanti sulle modalità di accesso (luogo e dispositivo), sulle caratteristiche socio-demografiche dei navigatori internet e anche sulle motivazioni d'uso. A questo proposito, sul comunicato stampa, Audiweb dice : " Dall'analisi sulle motivazioni relative all'uso uso di internet, emerge che la Rete rappresenta soprattutto una fonte di conoscenza, uno strumento che semplifica e velocizza attività di lavoro, studio o relative a pratiche di vario tipo e attraverso cui gestire le proprie relazioni e divertirsi nel tempo libero." È evidente, e lo ripeto ad ogni occasione, che è molto importante adottare una chiara architettura informativa, scrivere testi comprensibili e avvalersi degli strumenti dell'usabilità per migliorare la qualità dei siti web, con lo scopo di agevolare le persone nel raggiungere i loro obiettivi. Ricordiamo, inoltre, che questi dati sono molto utili nello sviluppo dei personaggi perché permettono di avere informazioni quantitative sulle quali basare i profili socio-demografici dei visitatori di riferimento di un sito web. l report AW Trends è disponibile sul sito www.audiweb.it per gli utenti registrati e in forma sorgente attraverso Pulsar Web per gli abbonati.
Vi segnaliamo un seminario virtuale sullo sviluppo dei personaggi. Il seminario, dal titolo The Power of Ad Hoc Personas: Truly Practical Methods to Get Your Organization on the Same Page viene curato da UIE User Interface Engineering e si svolgerà il prossimo 18 febbraio alle ore 19.30 (ora italiana). La durata del seminario è di 90 minuti, con un costo di 129 dollari. Maggiori informazioni sui contenuti sono disponibili a questo indirizzo: http://www.uie.com/events/virtual_seminars/ad_hoc_personas/
Vi segnaliamo un seminario virtuale su come fare domande significative durante le interviste. Il seminario, dal titolo Deep Dive Interviewing Secrets: Making Sure You Don't Leave Key Information Behind viene curato da UIE User Interface Engineering e si svolgerà il prossimo 28 gennaio alle ore 19.30 (ora italiana). La durata del seminario è di 90 minuti, con un costo di 129 dollari. Maggiori informazioni sui contenuti sono disponibili a questo indirizzo: http://www.uie.com/events/virtual_seminars/questions/
Di stefano (del 04/01/2010 @ 13:45:23, in Eventi, linkato 138 volte)
Sono state aperte le iscrizioni alla UPA 2010 International Conference dell’Usability Professionals’ Association (UPA), che si terrà per la prima volta in Europa, e precisamente a Monaco (Germania), dal 24 al 28 maggio 2010. La conferenza, il cui tema è Embracing Cultural Diversity – User Experience Design for the World, si annuncia come l'evento più importante dell'anno nell'ambito dell'usabilità e della UX.
Il programma è ricco di speaker di livello e potete scaricarlo in formato PDF (656Kb) per avere un'idea di quanto sia vasto e articolato. Qui di seguito gli speaker invitati: Rachel Hinman, Nokia Research Lab - Dario Buzzini, IDEO - Aaron Cheang, Google - Pieter Desmet, Delft University of Technology - Dan Rosenberg, SAP - Steve Portigal, Portigal Consulting - Tom Bieling, Deutsche Telekom Laboratories.
Uno degli interventi da non mancare è quello della Whitney Quesenbery, Using stories effectively in user experience design (nella sezione Presentation for Experienced Practitioners).
Di stefano (del 17/11/2009 @ 12:28:38, in Eventi, linkato 319 volte)
Venerdì scorso, 13 novembre, c'è stato il primo incontro del Rome UX Book Club. Alberto Mucignat ha postato un'ottima sintesi, con le sue personali considerazioni, che condivido pienamente. Metto a disposizione di chi non ha potuto partecipare, l'audio della serata (purtroppo mancano i 10 minuti finali per un problema di batterie). Link: http://www.progettareperlepersone.it/public/UXRomeBookClub13-11-2009.mp3 (40Mb)
Vi segnaliamo un interessante articolo, Experience Themes, nel quale Cindy Chastain introduce un metodo, mutuato dalla sua attività di sceneggiatrice, per sintetizzare in una frase l'esperienza che dovrà veicolare un sito web. A suo parere, definire un tema per il sito web, aiuta a ottenere risultati migliori, in quanto le scelte progettuali possono essere fatte in base alla loro aderenza al tema scelto. Molto efficaci gli esempi, tratti da progetti realmente sviluppati.
Questo articolo, con un argomento simile a quello che abbiamo trattato nel post Personaggi e storytelling, evidenzia che una delle necessità più sentite dalla comunità dei professionisti della UX, sia quella di avere degli strumenti efficaci per comunicare sinteticamente l'idea portante di un progetto e di farne la stella polare del suo sviluppo.
L'articolo di Cindy Chastan è stato pubblicato su Boxes and Arrows.
Quello che segue è il testo del mio commento a un post di Alberto Mucignat sull’eye tracking, opportunamente rivisto per adeguarlo al nuovo contesto. Ciao Alberto, proprio stamattina (16/09 ndr) sono andato a una demo di un sistema di eye tracking. Strumento molto completo quello della SMI, più sofisticato di quello della Tobii (visto a UPA Europe), soprattutto nel software di analisi. Quando sono uscito, dopo un’ora e mezza, la domanda che mi sono fatto è stata questa: mi serve questo strumento per il mio lavoro? La risposta è stata no. L’apporto che l’eye tracking può dare a un test di usabilità qualitativo è molto modesto, quasi nullo e in questo concordo con te. Ma, come sai, non mi piace dare giudizi senza argomentarli e prendo spunto da una delle slide della presentazione che hai citato, la n. 21, per un’analisi più dettagliata.  Delle tre fonti dati illustrate nella slide, " cosa guardano", " cosa dicono", " cosa fanno", quella più debole è proprio il “cosa guardano”: da sola, infatti, non ci dice assolutamente nulla sul perché un elemento viene guardato più intensamente di un altro. Per esempio, il partecipante fissa intensamente un testo perché è estremamente interessante o perché è incomprensibile? Senza l’aiuto del thinking aloud, non lo sapremo mai. Ma sappiamo anche che, bisogna diffidare sempre di quello che viene detto da un partecipante durante un test di usabilità. Spesso, infatti, dicono una cosa e ne fanno una completamente diversa. Per questo, l’aspetto più importante in un test di usabilità, è l’osservazione, ossia "il cosa fanno". Un moderatore esperto sa riconoscere il momento in cui fare la domanda giusta, quella che illumina l’angolo buio. È evidente, quindi, che nell’economia di un test di usabilità, utilizzare l’eye tracking per sapere cosa sta guardando il partecipante, è assolutamente secondario. Un altro aspetto da considerare è che, i casi di studio non fanno altro che evidenziare l’ovvio. In questo esempio, presentato da Google, i risultati sono di una banalità sconcertante. Ho davvero bisogno dell’eye tracking per sapere che nella pagina dei risultati i più visti sono i primi della lista? Ho davvero bisogno dell’eye tracking per sapere che le immagini non sono l’elemento a cui delegare il compito di attirare l’attenzione in una pagina web? No, di certo. Un bravo ed esperto progettista di interfacce queste cose le sa. Inoltre, non c’è certo bisogno dell’eye tracking per testare delle landing page. A parte progettarle come si deve, basta un semplice A/B test per capire quale funziona meglio. Per intenderci tutte le cose che l’eye tracking fa, nella lista stilata da Luca Schibuola nel suo commento, le possono fare un bravo progettista grafico e un esperto valutatore di interfacce, a un costo decisamente minore. Probabilmente queste figure, sono merce rara di questi tempi. Ma l’eye tracking a qualcosa servirà? Certo che si, basta visitare il sito web del Software Usability Research Laboratory per capirlo. Test di usabilità quantitativi che usano l’eye tracking con una metodologia chiara, obiettivi definiti e un alto numero di partecipanti per valutare strutture di pagine web e definire pattern di progettazione.
Vi segnaliamo un articolo, What’s My Persona? Developing a Deep and Dimensioned Character, nel quale Traci Lepore traccia un interessante parallelismo tra attori e designer, illustrando le tecniche che possono permettere a entrambi di calarsi nel "personaggio" e ottenerne una diretta e migliore comprensione. L'articolo è stato pubblicato su UX Matters.
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